Sempre più studi stanno provando quanto sia importante un’alimentazione sana ed equilibrata nella prevenzione dei tumori.
Vediamo insieme quanto questa sia importante e quali comportamenti seguire nella prevenzione e gestione dei tumori.
Indice
- Quanto conta l’alimentazione nello sviluppo dei tumori?
- Esistono tumori la cui insorgenza è particolarmente connessa all’alimentazione?
- Qual è il modello di dieta ideale per la prevenzione del cancro?
- Cosa mangiare e cosa non mangiare per prevenire i tumori?
- Quale frutta e quale verdura mangiare per prevenire i tumori?
- Quanto è importante l’apporto calorico nella prevenzione ai tumori?
- Quale dieta dovrebbe seguire chi ha già avuto un tumore?
- Come rafforzare gli effetti dell’alimentazione ai fini della prevenzione dei tumori?
- Conclusioni
Quanto conta l’alimentazione nello sviluppo dei tumori?
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) inserisce la dieta sana ed equilibrata nell’elenco di quelle abitudini salutistiche, come praticare attività fisica regolarmente, non fumare, non bere alcolici, sottoporsi agli esami di screening oncologico e non esporsi a inquinanti, che nel loro insieme aiutano a prevenire 4 tumori su 10 (fonte cancerresearchuk).
Per contro, come conferma la letteratura, esiste un collegamento tra dieta malsana e il rischio di cancro. Alcune sostanze contenute negli alimenti, infatti, presentano delle forti correlazioni con lo sviluppo di tumori. Tra queste, si segnalano:
- nitriti e nitrati: trovano impiego nella conservazione di salumi/insaccati e favoriscono la comparsa del tumore del colon-retto e dello stomaco;
- aflatossine: sono sostanze tossiche che possono derivare dalle muffe nel mais, nei legumi e nelle granaglie. Le aflatossine possono causare soprattutto tumori del fegato;
- acrilammide: si tratta di una sostanza tossica correlata alla cottura di alimenti contenenti amido e alla tostatura di cereali e caffè, ma solo quando questi processi avvengono ad altissime temperature. Occorre precisare che, nella dieta umana, raramente si raggiungono concentrazioni pericolose di acrilammide;
- grassi e proteine animali: dagli studi epidemiologici è emerso che un consumo ingente e costante di questi macronutrienti può predisporre maggiormente al cancro.
Ciononostante, però, poiché il rischio di tumore dipende da diversi altri fattori (come, per esempio, il fumo), non è possibile stimare il rischio individuale riferito esclusivamente al regime alimentare e, di conseguenza, nemmeno stilare delle raccomandazioni sui livelli di assunzione dei nutrienti per i singoli individui.
In altre parole, l’alimentazione ha un peso nello sviluppo delle neoplasie, ma non è possibile quantificarlo e, conseguentemente, nemmeno stilare delle linee guida individuali sui livelli di assunzioni di nutrienti.
Esistono tumori la cui insorgenza è particolarmente connessa all’alimentazione?
Il rischio oncologico (ovvero il rischio di ammalarsi di tumore) connesso all’alimentazione poco sana e non equilibrata varia in funzione del tumore considerato.
La ricerca ha dimostrato che, nelle persone con una dieta poco salutare, aumenta in particolare il rischio di tumori all’apparato digerente, ovvero agli organi a diretto contatto con il cibo. Ecco, quindi, che sono collegati ai regimi alimentari sbagliati i tumori del cavo orale (bocca, lingua, ecc.), dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto, seguiti dal tumore del fegato, del pancreas, della colecisti e delle vie biliari.
Attenzione, però, perché l’impatto e le conseguenze di un’alimentazione poco sana non riguardano esclusivamente gli organi esposti direttamente al cibo: studi recenti hanno evidenziato come la dieta non salutare possa aumentare, soprattutto nelle persone obese o in sovrappeso, anche il rischio di tumore della prostata, del seno, dell’ovaio e del collo dell’utero.
Qual è il modello di dieta ideale per la prevenzione del cancro?
La ricerca suggerisce che il modello di alimentazione ideale per la prevenzione dei tumori è la dieta mediterranea, la quale spicca per il notevole apporto di vegetali.
Gli esperti ritengono che questa dieta sia tanto più efficace, quanto prima una persona la adotti; tuttavia, tengono a precisare anche che non è mai troppo tardi per modificare e migliorare le abitudini alimentari.
Cosa mangiare e cosa non mangiare per prevenire i tumori?
Studi epidemiologici e ricerche rivolte a indagare cosa succede quando si assume un certo cibo hanno evidenziato che, dal punto di vista alimentare, per proteggersi dai tumori, bisognerebbe:
- Ridurre l’apporto di proteine animali. A livello pratico, significa contenere in modo drastico il consumo di carni, soprattutto i tagli più grassi come le carni rosse (perché più ricca di grassi saturi) e le carni lavorate e trasformate a livello industriale come salumi/insaccati (in quanto ricchi di nitriti e nitrati). La ricerca ha dimostrato che i regimi alimentari ad alto consumo di carni rosse (superiore ai 500 grammi a settimana) rappresentano un fattore di rischio, principalmente, per il tumore del colon-retto e, in misura minore, per il tumore dello stomaco, del pancreas e della prostata. Per quanto riguarda il consumo di proteine animali, secondo gli esperti, queste andrebbero mangiate non più di 2-3 volte a settimana.
- Limitare il consumo di grassi animali. I grassi animali sono perlopiù grassi saturi, il cui eccesso nella dieta rappresenta un fattore di rischio per numerose condizioni croniche, tumori compresi. Fonti principali di grassi animali sono le carni rosse (soprattutto i tagli più grassi) e i formaggi grassi.
- Aumentare il consumo di proteine vegetali (es: fagioli, soia, piselli) e del pesce, a sfavore di quelle animali. Merita una citazione particolare la soia, il cui contenuto in isoflavoni sembrerebbe proteggere dal tumore al seno. A suggerire ciò sono gli studi epidemiologici sulle popolazioni asiatiche, grandi consumatrici di soia, in cui l’incidenza del tumore al seno è più bassa rispetto che in altre parti del mondo.
- Aumentare il consumo di vitamine, antiossidanti e fibre. Nel pratico, vuol dire mangiare più frutta e verdura. Le linee guida suggeriscono di portare a tavola almeno 5 porzioni di frutta (150 grammi) e verdura (200 grammi) al giorno.
- Privilegiare i cereali integrali come pasta e riso integrali, avena orzo, farro, kamut e segale, a sfavore dei cereali raffinati quali riso, pasta di grano duro, pane bianco, ecc.
- Consumare latte, latticini (es: yogurt) e formaggi in modo ragionevole, preferendo i prodotti scremati e parzialmente scremati (che sono a basso contenuto di grassi). Alcuni studi suggeriscono che i latticini proteggono dal tumore del colon-retto e dal tumore dello stomaco; tuttavia, bisogna ricordare che latte, latticini e formaggi contengono grassi animali, ragion per cui il loro consumo è soggetto a limitazioni in funzione di quanto sono effettivamente grassi.
Secondo le linee guida del Ministero, è possibile consumare 2-3 porzioni di latte e latticini al giorno per un totale di 250-375 millilitri, a cui si possono aggiungere non più di 2-3 porzioni a settimana di formaggio (50 grammi, se stagionato, e 100 grammi, se fresco). - Ridurre il consumo di alimenti processati e, soprattutto, di quelli ultra-processati, come il cibo in scatola, frutta secca salata, carne essiccata e salata, sciroppi di frutta, alcolici, ecc. Questi alimenti sono da evitarsi perché, spesso, contengono molto sale, conservanti e altri additivi alimentari che fanno male alla salute.
- Ridurre o eliminare il consumo di alcolici. Secondo la classificazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (AIRC), l’alcol figura tra gli agenti cancerogeni di tipo 1; questo significa che esistono sufficienti prove scientifiche relative alla sua capacità di favorire l’insorgenza di tumori (in particolare quelli del cavo orale, il tumore dell’esofago, dello stomaco, del colon-retto, del fegato e del pancreas).
- Ridurre al minimo il consumo di alimenti cotti alla griglia o al barbecue. Grigliate, barbecue e altri tipi di cottura che espongono i cibi alle alte temperature producono composti chimici quali amine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, i quali, in laboratorio, si sono dimostrati capaci di provocare cambiamenti nel DNA (ovvero mutageni). In particolare, l’ingente consumo di cibi cotti alla griglia o al barbecue aumenta il rischio di tumori dello stomaco e del colon-retto.
Attenersi alle regole sopra indicate significa seguire un’alimentazione sana; mangiare sano e in modo equilibrato, aiuta a prevenire non soltanto i tumori, ma anche la quasi totalità delle malattie croniche più diffuse, come le malattie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative e il diabete.
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Quale frutta e quale verdura mangiare per prevenire i tumori?
La ricerca ha dimostrato ormai da tempo che le diete ad alto consumo di frutta e verdura (le famose 5 o più porzioni al giorno) riducono il rischio di cancro, mentre i regimi alimentari poveri di questi alimenti favoriscono l’insorgenza dei tumori.
Ma qual è la frutta e qual è la verdura che meglio protegge dal cancro?
Bisogna innanzitutto sfatare un mito: non esiste un frutto o una verdura dai poteri protettivi straordinari, così come non esiste un frutto o una verdura controindicata.
Chiarito ciò, nel consumare frutta e verdura, l’ideale sarebbe optare per la varietà, a partire dal colore: più diversificato è l’assortimento e maggiore è l’apporto di vitamine e sali minerali differenti, fondamentali per mantenere in salute l’organismo.
Tra la frutta e la verdura con un ruolo di primo piano nella prevenzione dei tumori, si segnalano:
- gli agrumi, in quanto ricchi di vitamina C;
- i frutti di bosco, che sono un concentrato di sostanze antiossidanti in grado di proteggere il DNA da mutazioni potenzialmente cancerogene;
- le verdure a foglia verde, come insalata, erbette e spinaci, che sono ricche di folati, sostanze che proteggono anch’esse il DNA da mutazioni;
- le carote e la zucca, che apportano antiossidanti, e i pomodori, ricchi di licopene, che sembra proteggere dal tumore alla prostata (il tumore più diffuso nella popolazione maschile);
- le crucifere, quali verza, cima di rapa, cavolfiori, broccoli, cavolini di Bruxelles, rucola, ravanelli e crescione, le quali, nell’insieme, sembrano proteggere dal tumore al seno, al polmone, al colon-retto, alla prostata e alla vescica.
Sebbene non allo stesso modo del corrispettivi in forma naturale, frutta e verdura apportano benefici anche se assunti sotto forma di succhi, spremute, frullati o centrifughe, a patto però che siano privi di zuccheri aggiunti.
Quanto è importante l’apporto calorico nella prevenzione ai tumori?
Sovrappeso e obesità sono condizioni mediche fortemente correlate all’alimentazione, che insorgono quando l’apporto calorico giornaliero supera il fabbisogno energetico giornaliero della persona.
La ricerca ha evidenziato che le persone obese in base ai valori di massa corporea sono più a rischio di sviluppare una forma di tumore; inoltre, ha osservato che questi pazienti sviluppano neoplasie più aggressive e più difficili da curare, e che sono più a rischio di recidive e complicanze durante il trattamento.
Dagli studi sostenuti dalla Fondazione AIRC è emerso che l’obesità presenta una correlazione con ben 15 neoplasie; queste sono tutte quelle che colpiscono l’apparato digerente (tumore dell’esofago, dello stomaco, del colon-retto, del fegato, della colecisti e del pancreas), i tumori dell’apparato genitale femminile (tumore al seno, tumore dell’ovaio e tumore dell’utero), il tumore della tiroide, il tumore del rene, il tumore della prostata e, seppur debolmente, il mieloma multiplo, la leucemia promielocitica acuta e il meningioma.
Quale dieta dovrebbe seguire chi ha già avuto un tumore?
In linea di massima, nel paziente oncologico, le indicazioni generali relative alla dieta ricalcano quelle valide per la popolazione sana.
A livello pratico, questo significa limitare il consumo di carni rosse, carni rosse lavorate, formaggi troppo grassi, carboidrati raffinati, zuccheri semplici e bevande alcoliche, a favore di più frutta e verdura di stagione, pesce, proteine di origine vegetale e cereali integrali.
Detto questo, occorre precisare che, considerata la delicatezza della sua condizione, il paziente oncologico, relativamente al regime alimentare da seguire, dovrebbe sempre affidarsi alle indicazioni del medico curante.
Come rafforzare gli effetti dell’alimentazione ai fini della prevenzione dei tumori?
L’alimentazione è importante nella prevenzione dei tumori, ma non è l’unico fattore di rischio in gioco nello sviluppo di queste patologie.
La genetica, abitudini di vita errate come sedentarietà, fumo e scarsa attenzione per il peso corporeo, vivere in un luogo inquinato, svolgere professioni a rischio hanno un ruolo altrettanto importante nella comparsa dei tumori.
Ecco, allora, che, in ottica prevenzione, gli esperti consigliano e raccomandano un’azione ad ampio spettro che, in aggiunta alla dieta sana ed equilibrata, preveda anche regolare attività fisica, controllo del peso corporeo, astensione dal fumo, ecc.
Conclusioni
Seppure non risolutiva come attività preventiva, un’abitudine alimentare sana, equilibrata e attenta ai possibili cibi dannosi è sicuramente un passo importante e fondamentale che ogni persona può intraprendere per ridurre il rischio di cancro.