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Salute riproduttiva: prevenzione, fertilità e stili di vita sani

da | Dic 18, 2025

La salute riproduttiva corrisponde allo stato di benessere fisico, mentale e sociale correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni.

Essa tratta di temi salutistici importanti come la contraccezione, la fertilità e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, condizioni che possono avere serie complicanze. 

Approfondiamo insieme e analizziamo con maggiori dettagli cos’è la salute riproduttiva, perché è importante, come prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, quali sono i metodi di contraccezione e, infine, cos’è la fertilità e come favorirla attraverso la stile di vita. 

Cosa si intende per salute riproduttiva?

Come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per salute riproduttiva si intende uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (e non limitato, quindi, alla sola assenza di malattia o infermità), per tutto ciò che riguarda gli aspetti relativi all’apparato riproduttivo e alle sue funzioni e processi.

La salute riproduttiva coinvolge uomini e donne, e pone l’accento sulle capacità di condurre una vita sessuale responsabile, sicura e soddisfacente, e di poter riprodursi e di decidere se, quando e quanto posso farlo.

Temi centrali della salute riproduttiva sono il mantenimento di buona salute sessuale, la prevenzione della malattie sessualmente trasmissibili, la fertilità e gli stili di vita che la promuovono, i metodi di contraccezione e tutto ciò che riguarda l’accesso a informazioni relative gravidanza e genitorialità sicure.

Perché la salute riproduttiva è così importante?

Incoraggiare la salute riproduttiva significa favorire la salute individuale generale e la salute pubblica. Ciò, a sua volta, contribuisce a premiare la salute futura individuale e quella dei propri figli. Per esempio, i dettami di uno stile di vita funzionale alla fertilità sostengono anche la salute generale, in quanto si basano sugli stessi principi; questo vuol dire che l’effetto di abitudini salutistiche è duplice.

Bisogna poi considerare i risvolti che la salute riproduttiva può avere a livello mentale/psicologico. Una vita sessuale sana e soddisfacente aumenta l’autostima, riduce stress e ansia, e migliora l’umore.

Come prevenire le malattie sessualmente trasmissibili?

Le malattie sessualmente trasmissibili (o IST) sono le infezioni che si contraggono attraverso qualsiasi attività sessuale che coinvolga vagina, pene, ano o bocca. Sono condizioni estremamente contagiose, che, in alcuni casi, se non trattate per tempo e in modo adeguato, possono rivelarsi molto pericolose. Tra le IST più note figurano clamidia, gonorrea, sifilide, epatite B, HIV, herpes genitale, le infezioni da papilloma virus umano (HPV), tricomoniasi.

Il primo passo per comprendere appieno la prevenzione di queste patologie è parlare dei fattori di rischio. Il più importante di questi è l’attività sessuale: chiunque sia sessualmente attivo è a rischio di malattie sessualmente trasmissibili. 

Essere consapevoli di ciò non deve tradursi in paure insensate, ma fortificare l’approccio alla salute riproduttiva e a tutte quelle accortezze che servono a proteggere dalle IST.

Altri importanti fattori di rischio si possono riassumere nel seguente elenco:

  • rapporti non protetti con partner infetti;
  • promiscuità sessuale;
  • storia clinica passata di infezioni sessualmente trasmissibili;
  • l’uso di droghe iniettabili con condivisione della siringa.

A questo punto, le misure di prevenzione sono perlopiù una logica conseguenza dei fattori di rischio. Nello specifico, ecco quali sono le contromisure per ridurre la possibilità di contrarre un’infezione sessualmente trasmissibile:

  • praticare sempre sesso protetto, utilizzando preservativo o dental dam (diga dentale), in caso di rapporti sessuali occasionali o con partner di cui si ignora lo stato di salute: è doveroso ricordare di evitare l’uso di lubrificanti oleosi (es: vaselina) qualora si impieghino queste protezioni, poiché potrebbero causarne la rottura involontaria, con conseguente rischio di infezione. Inoltre, non bisogna dimenticare che queste barriere non proteggono da malattie sessualmente trasmissibili che provocano lesioni genitali esposte, come l’HPV o l’herpes genitale;
  • assicurarsi che il partner sia sano: l’onestà in ambito sessuale e riproduttivo è un atto dovuto, che salvaguarda la salute del partner;
  • sottoporsi ai test per le malattie sessualmente trasmesse e attendere i risultati prima di avere nuovi rapporti: questo approccio è consigliato quando ci sono stati rapporti sessuali con partner sconosciuti;
  • evitare la promiscuità sessuale: riduce la possibilità di avere rapporti con persone infette;
  • vaccinarsi contro le infezioni per la quali esiste una vaccinazione: le infezioni prevenibili con il vaccino sono l’HPV (protegge dai ceppi virali più pericolosi) e l’epatite B;
  • valutare la circoncisione maschile: l’eliminazione della mucosa del prepuzio riduce il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili come HIV, herpes genitale e HPV;
  • valutare il ricorso alla profilassi pre-esposizione: serve a prevenire le infezioni da HIV nei soggetti non sieropositivi ad altissimo rischio. La profilassi pre-esposizione impone controlli periodici (ogni 3 mesi), per accertarsi che questo approccio stia effettivamente funzionando.

Altre misure di prevenzione molto importanti sono una corretta educazione sessuale a partire dalla giovane età e la conoscenza di sintomi e segni tipici delle infezioni sessualmente trasmissibili ai loro esordi (in molti casi, la diagnosi precoce può evitare le complicanze più severe di queste malattie infettive).  

Quali sono i metodi di contraccezione per donna e uomo?

Per contraccezione si intende l’insieme di metodi e strumenti che servono a impedire il concepimento (ovvero l’incontro produttivo tra ovulo e spermatozoo) e, di conseguenza, una gravidanza.

Come detto, esistono varie strategie di contraccezione. Per facilitarne la consultazione, è prassi suddividerle in base al meccanismo d’azione

Ecco, allora, che risultano almeno cinque metodi:

  1. metodi barriera;
  2. metodi ormonali;
  3. metodi a lungo termine;
  4. metodi naturali;
  5. contraccezione di emergenza.

Di seguito, segue una descrizione più dettagliata dei vari metodi; tuttavia, per sapere nei dettagli qual è il più adatto, il più sicuro e quello che risponde meglio alle esigenze e alle abitudini della persona, è consigliabile rivolgersi a un medico.

Metodi barriera

I metodi barriera sono così chiamati perché impediscono il contatto tra gli spermatozoi maschili e la cellula uovo femminile

Tra questi figurano:

  • preservativi, maschile (condom) e femminile (femidom): sono i più noti metodi barriera. Quello maschile copre il pene, mentre quello femminile copre la superficie della vagina e la vulva esterna, Possono essere in lattice, poliuretano o nitrile. Possono proteggere dalle infezioni sessualmente trasmissibili, a patto che vengano impiegati correttamente e prima che ci sia ogni tipo di contatto a livello genitale;
  • diaframma: rivolto alle donne, consiste in una sorta di coppetta in silicone o lattice, da inserire in vagina prima del rapporto sessuale. Diversamente dal preservativo non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili, ragion per cui andrebbe usato solo in caso di partner sano e sicuro;
  • spermicidi: è un metodo barriera di tipo chimico, che uccide o blocca gli spermatozoi, in modo tale che non possano fecondare la cellula uovo femminile. Poiché non proteggono dal concepimento indesiderato in modo sicuro, vanno impiegati assieme ad altri metodi barriera. Non impediscono il contatto genitale, ragion per cui non proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

Un aspetto chiave dei metodi barriera è l’uso corretto: se impiegati nel modo appropriato, garantiscono i risultati per i quali sono stati progettati.

Metodi ormonali

I metodi ormonali comprendono:

  • pillola anticoncezionale (o pillola combinata): grazie a una combinazione tra estrogeni e progestinici, blocca l’ovulazione, impedendo la gravidanza. Va assunta giornalmente, altrimenti i suoi effetti contraccettivi vengono meno. Si segnala che la pillola anticoncezionale trova impiego anche per regolarizzare il ciclo mestruale (quando è anomalo) e ridurre il dolore e il flusso mestruale. Inoltre, contribuisce ad abbassare il rischio di alcuni tumori ginecologici, tra cui quello dell’ovaio e dell’utero;
  • minipillola (o pillola progestinica): contiene unicamente un progestinico, ovvero un principio attivo che mima gli effetti del progesterone, un ormone fondamentale per l’evoluzione del ciclo mestruale e per la gravidanza. Va assunta ogni giorno, sempre alla stessa ora;
  • anello vaginale: è un dispositivo flessibile e trasparente, realizzato per l’inserimento in vagina, che rilascia estrogeni e progestinici, bloccando l’ovulazione. Il corretto impiego prevede, nello spazio temporale di un mese, di tenere l’anello per tre settimane e di toglierlo per una. Dal punto di vista del meccanismo d’azione, ricorda la pillola anticoncezionale. Rispetto a quest’ultima, però, è più pratico, dato che non c’è bisogno di ricordarsi di assumerlo quotidianamente. Il suo inserimento può avvenire in autonomia, senza l’aiuto del medico;
  • impianto sottocutaneo: è un piccolo dispositivo destinato all’inserimento nella sottocute del braccio, che agisce da contraccettivo ormonale di lunga durata. Funziona sfruttando un progestinico che inibisce l’ovulazione, ispessisce il muco cervicale (il che è poco gradito agli spermatozoi) e rende l’utero un ambiente poco adatto all’impianto. I suoi effetti possono durare fino a 3 anni;
  • iniezione progestinica: nota con la sigla LARCs, corrisponde a un metodo contraccettivo ormonale reversibile di lunga durata. Prevede l’iniezione per via intramuscolare di un farmaco progestinico, che blocca l’ovulazione e i cui effetti durano 3 mesi.

La scelta tra i vari metodi ormonali spetta al medico, che tiene conto della storia clinica della paziente (es: gli estrogeni della pillola anticoncezionale sono controindicati in presenza di problemi cardiovascolari) e delle sue esigenze.

È importante segnalare, infine, che i metodi suddetti non proteggono dalle malattie infettive sessualmente trasmissibili.

Metodi a lungo termine

I metodi contraccettivi a lungo termine includono il già descritto impianto sottocutaneo e la spirale.

La spirale è un piccolo dispositivo predisposto per l’inserimento direttamente in utero (intrauterino), che garantisce una contraccezione di lunga durata (si parla di anni), con un’alta percentuale di efficacia (oltre il 99%).

Esistono due variante: 

  1. la spirale in rame, che crea un ambiente sostanzialmente tossico per gli spermatozoi all’interno dell’utero;
  2. la spirale ormonale, che rilascia un progestinico che ispessisce il muco cervicale e assottiglia l’endometrio, due condizioni poco gradite agli spermatozoi e che evitano gravidanze indesiderate.

L’inserimento della spirale richiede chiaramente l’intervento del ginecologo: non è possibile, infatti, realizzarlo in autonomia.

Anche la spirale non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

Contraccezione di emergenza

Questo rimedio, anche noto come pillola del giorno dopo, è un farmaco contenente alte dosi di un progestinico, da assumere per via orale nella fase pre-ovulatoria del ciclo, tra le 12 e le 72 ore dopo il rapporto sessuale non protetto.

Grazie alle alte dosi di progestinico in essa presenti, la pillola del giorno dopo induce il blocco o il ritardo dell’ovulazione (processo fondamentale per il concepimento) attraverso la soppressione dell’ormone luteinizzante (LH), un ormone cruciale nel rilascio dell’ovulo maturo dall’ovaio (rilascio che appunto il momento chiave dell’ovulazione).

Diversa dalla pillola abortiva (che non è un metodo di contraccezione), la pillola del giorno dopo va usata solo in caso di emergenza e non come metodo contraccettivo regolare.

Cosa si intende per fertilità e come favorirla con lo stile di vita?

La fertilità è la capacità di una persona di avere figli. I problemi di fertilità prendono il nome di infertilità, una condizione riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che la definisce come l’incapacità di concepire dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti regolari.

L’infertilità può essere femminile o maschile, ma nella maggior parte dei casi riguarda le donne. Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, circa il 15% delle coppie è infertile.

Le cause di infertilità sono numerose; tra queste figurano anche condizioni prevenibili o curabili, se affrontate tempestivamente. 

Tornando alla fertilità, tale capacità dipende da fattori sia da fattori non modificabili, come l’età (con l’avanzare dell’età c’è una riduzione), sia da fattori modificabili. Tra quest’ultimi, spicca lo stile di vita, in quanto, come accade per moltissimi altri aspetti della salute (dalla pressione arteriosa al girovita), sono i piccoli gesti quotidiani a fare la differenza, laddove non ci siano problemi di entità superiore dettate dalla genetica e dalla predisposizione familiare.

Uno stile di vita finalizzato a favorire la fertilità si fonda sui seguenti capisaldi:

  • non fumare: le sostanze contenute nel fumo riducono la qualità dei gameti (spermatozoo, nell’uomo, e cellula uovo, nella donna). Inoltre, nella donna, favoriscono aborti e menopausa precoce. Ad avere questi effetti non è solo il fumo attivo, ma anche quello passivo;
  • non abusare di bevande alcoliche o evitarne proprio il consumo: il consumo di alcolici interferisce col funzionamento degli ormoni sessuali, in entrambi i sessi, alterando l’ovulazione e il ciclo mestruale nella donna, e la produzione dello sperma, nell’uomo. Inoltre, reca danno a spermatozoi e ovociti, pregiudicandone la qualità;
  • tenere sotto controllo il peso corporeo: l’eccesso di tessuto adiposo (sovrappeso e obesità) altera la regolazione degli ormoni sessuali, compromette la funzione di ovaie e testicoli (con ripercussioni sulla produzione di ovociti e spermatozoi) e, nelle donne, è associata a sindrome dell’ovaio policistico, una condizione nota per pregiudicare la fertilità;
  • seguire una dieta sana e bilanciata: al di là di essere fondamentale nella prevenzione dell’obesità, un regime dietetico all’insegna della salute fornisce tutti i nutrienti necessari all’organismo per espletare al meglio le proprie funzioni, comprese quelle che riguardano la fertilità e la riproduzione. Dal lato meramente pratico, dieta sana e bilanciata vuol dire prediligere alimenti ad alto contenuto nutrizionale, che apportano fibre, vitamine, minerali, proteine magre, grassi buoni, sostanze antiossidanti, come per esempio frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca, pesce azzurro, latte e carni bianche;
  • fare esercizio fisico regolarmente: è un rimedio naturale dai numerosi effetti positivi. Innanzitutto, aiuta a mantenere sotto controllo il peso corporeo, prevenendo l’obesità e tutti gli effetti discussi prima. Dopodiché, migliora la sensibilità all’insulina (un ormone importante per la corretta ovulazione), riduce lo stress (un fattore di rischio per l’infertilità), contribuisce alla produzione di testosterone negli uomini, promuove una più efficace circolazione sanguigna nei tessuti dell’area genitale (cosa che, soprattutto nell’uomo, è di beneficio all’erezione). Perché lo sport aiuti, è fondamentale non esagerare: l’eccesso di esercizio fisico, infatti, può ridurre la fertilità;
  • dormire a sufficienza: un sonno di qualità è fondamentale per la corretta regolazione degli ormoni sessuali, sia nella donna che nell’uomo. Nelle donne un sonno ristoratore assicura la regolarità del ciclo mestruale, mentre negli uomini favorisce la qualità dello sperma. L’ideale sarebbe dormire dalle 7 alle 9 ore per notte. Dormire a sufficienza ha effetti positivi anche su altri fattori che possono influenzare la fertilità: uno di questi è lo stress, il quale, come si vedrà nel punto successivo, può indurre l’aumento del peso corporeo;
  • gestire lo stress: lo stress si caratterizza per alti livelli di cortisolo, un ormone chiave nella corretta regolazione degli ormoni sessuali.
    Troppo stress, inoltre, può favorire l’aumento del peso corporeo, i cui effetti sulla fertilità sono stati già discussi. Per gestire al meglio lo stress, gli esperti consigliano di affidarsi a pratiche di rilassamento e meditazione (es: respirazione profonda, yoga, mindfulness), di curare l’igiene del sonno (al fine di dormire meglio e a sufficienza) e di svolgere attività fisica regolare, senza eccedere nell’intensità;
  • fare attenzione agli inquinanti ambientali: alcuni solventi, pesticidi e metalli possono pregiudicare la fertilità, soprattutto negli uomini;
  • evitare l’uso di droghe ricreative o iniettabili: riducono la capacità di ovulazione, nella donna, e di spermatogenesi, nell’uomo;

Come si può notare, i principi dello stile di vita ideale a promuovere la fertilità sono gli stessi riportati quando si parla di stili di vita sani e all’insegna del benessere generale. Ciò non deve stupire in quanto l’apparato riproduttivo è solo una parte di un organismo senza dubbio complesso come il corpo umano.

Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è la salute riproduttiva? 

La salute riproduttiva è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni e processi. Essa comprende temi essenziali come la contraccezione, la fertilità e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Implica inoltre la capacità di condurre una vita sessuale sicura e responsabile e di poter decidere se, quando e quanto riprodursi.

Perché la salute riproduttiva è così importante? 

Incoraggiare la salute riproduttiva significa favorire la salute individuale generale e la salute pubblica. Questo contribuisce a premiare la salute futura sia dell’individuo che dei propri figli. Inoltre, una vita sessuale sana e soddisfacente migliora l’umore, aumenta l’autostima e riduce lo stress e l’ansia.

Cosa si intende per infertilità? 

L’infertilità è una malattia del sistema riproduttivo, definita come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari non protetti. In Italia, si stima che circa il 15% delle coppie sia infertile. Può essere primaria (se non si è mai concepita) o secondaria (se si riscontrano difficoltà dopo almeno una precedente gravidanza).

Quali sono i principali tipi di metodi contraccettivi? 

La contraccezione è l’insieme di metodi e strumenti per impedire il concepimento. Esistono almeno cinque categorie: metodi barriera (come i preservativi maschili e femminili), metodi ormonali (come la pillola o l’anello vaginale), metodi a lungo termine (come la spirale), metodi naturali e la contraccezione di emergenza. La scelta del metodo più adatto spetta al medico, tenendo conto delle esigenze e della storia clinica della persona.

Come si possono prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili (IST)? 

La prevenzione passa innanzitutto attraverso il praticare sempre sesso protetto, utilizzando preservativo o dental dam in caso di rapporti occasionali. È fondamentale sottoporsi ai test per le IST e attendere i risultati prima di nuovi rapporti con partner sconosciuti. Altre misure includono evitare la promiscuità sessuale e vaccinarsi contro le infezioni per le quali esiste un vaccino, come HPV ed epatite B.

Quali stili di vita promuovono la fertilità? 

Uno stile di vita sano è cruciale, poiché i piccoli gesti quotidiani fanno la differenza. I principi includono il non fumare e il non abusare di bevande alcoliche, poiché le sostanze in esse contenute riducono la qualità dei gameti. È essenziale anche mantenere il peso corporeo sotto controllo, seguire una dieta sana e bilanciata, gestire lo stress e dormire a sufficienza.