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Prevenzione del tumore polmonare: in cosa consiste

da | Apr 1, 2025

Purtroppo il tumore ai polmoni è spesso silente e non presenta evidenti sintomi anche se tra quelli più comuni ci sono:

  • dispnea (mancanza di respiro);
  • tosse stizzosa;
  • astenia;
  • depressione;
  • insonnia;
  • dolore puntiforme al torace;
  • sangue nell’espettorato.

Esistono due tipologie principali di tumore al polmone, entrambe con origine dal tessuto epiteliale che riveste i polmoni: si tratta del tumore polmonare a piccole cellule e del tumore polmonare non a piccole cellule.

Detto anche microcitoma, il tumore polmonare a piccole cellule rappresenta il 10-15% di tutti i casi di tumore al polmone, è tipico dei fumatori e ha una prognosi peggiore, in quanto si diffonde più rapidamente ad altri organi.

Il tumore polmonare non a piccole cellule, invece, costituisce l’85% di tutti i casi di tumore al polmone e comprende tre sottotipologie (il carcinoma spinocellulare, l’adenocarcinoma e il carcinoma a grandi cellule), alcune delle quali possono osservarsi con una certa frequenza anche in persone non fumatrici e possono avere una prognosi migliore.

Quanto è diffuso il tumore al polmone in Italia?

Secondo i dati AIRC (che riporta le statistiche di AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori), nel 2022, l’Italia ha registrato 43.900 nuove diagnosi di tumore al polmone, di cui 29.300 negli uomini (circa il 15% di tutte le neoplasie nella popolazione maschile) e 14.600 nelle donne (circa il 6% di tutte le neoplasie nella popolazione femminile).

Il tumore al polmone è tra le prime cause di morte nei Paesi industrializzati.

Nello specifico, in Italia, il tumore al polmone rappresenta la prima causa di morte per cancro tra gli uomini e la seconda tra le donne, con un totale di decessi all’anno pari a circa 34.000.

Quali sono i fattori di rischio per il tumore al polmone?

Il fumo di sigaretta e il fumo passivo sono i più importanti fattori di rischio per il tumore al polmone. Tanto per dare un’idea di quanto sia forte questa correlazione, l’85-90% dei tumori polmonari risulta attribuibile al fumo di sigaretta (compreso il fumo passivo). Secondo gli esperti, è rilevante il numero di sigarette fumate, ma lo è ancora di più la quantità di tempo in cui si è fumato: sostanzialmente, sono molto più a rischio coloro che hanno iniziato a fumare precocemente, rispetto a chi ha iniziato in età adulto, nonostante un numero di sigarette fumate più elevato. 

Stando a quanto riportato da AIRC, chi fuma sarebbe 14 volte più a rischio di sviluppare il tumore al polmone rispetto a chi non fuma e addirittura 20 volte più a rischio se fuma oltre 20 sigarette al giorno.

Altri fattori di rischio per il tumore al polmone sono l’esposizione a cancerogeni chimici, quali asbesto/amianto, radon e metalli pesanti (in genere, questo fattore di rischio è legato alla professione), l’inquinamento atmosferico, la familiarità per la malattia, una storia clinica di precedenti patologie polmonari e i trattamenti di radioterapia (per esempio, per la cura di un linfoma).

Perché sono importanti la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al polmone?

Quando si parla di tumore, la prevenzione e la diagnosi precoce sono sempre importanti. Acquisiscono ancora più importanza, però, se, come nel caso del tumore al polmone:

  • l’incidenza della patologia è elevata;
  • la malattia rimane generalmente asintomatica fintanto che non ha raggiunto uno stadio avanzato, più difficile da curare;
  • la mortalità è elevata per neoplasie individuate in fasi avanzata;
  • la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è ampiamente superiore all’80% se il tumore è individuato nelle sue fasi iniziali;
  • le cure hanno maggiore successo in caso di tumori ai primi stadi;
  • la diagnosi precoce permette di intervenire chirurgicamente con l’asportazione del tumore, cosa che invece è molto meno probabile in caso di diagnosi tardiva;
  • le cure per i tumori in fase avanzata sono molto più costose rispetto a un programma di prevenzione e di screening.

Il tumore al polmone è una neoplasia dal comportamento subdolo, che molto spesso si palesa con sintomi e segni quando ormai è a uno stadio avanzato, difficilmente curabile con successo. Come indica AIRC, 8 tumori polmonari su 10 sono diagnosticati in fase avanzata, quando la chirurgia non è più possibile

In un simile contesto, la prevenzione primaria e la diagnosi precoce sono due strumenti fondamentali per ridurre il tasso di incidenza del tumore al polmone e la mortalità. Se infatti con la prevenzione primaria si agisce sui fattori di rischio modificabili (es: il fumo), con la diagnosi precoce si opera in maniera tale da individuare tempestivamente la malattia all’interno di una fascia di popolazione apparentemente sana, ma a rischio.

La diagnosi precoce permette di individuare precocemente la neoplasia, così che sia possibile realizzare un piano terapeutico quando ancora ci sono molte speranze di curare la patologia con successo.

Come prevenire il tumore al polmone?

Per prevenire il tumore al polmone, la cosa più importante da fare è non fumare o smettere di fumare il prima possibile

Per quanto concerne il fumo passivo, è sbagliato pensare che non si possa fare nulla: chiedere il rispetto dei divieti previsti nei luoghi pubblici e di lavoro o dove ci sono bambini è lecito e doveroso, e aiuta a limitare l’esposizione.

Un rischio da non trascurare è quello dovuto alle polvere sottili, alle nanoparticelle e agli agenti chimici, capitolo collegato al rischio professionale: gli esperti raccomandano di attuare sul posto di lavoro tutte le misure di protezione atte a ridurre il rischio di esposizione per un lavoro in sicurezza.

Altre importanti strategie di prevenzione primaria del tumore al polmone sono la pratica regolare di attività fisica e il consumo stabile e quotidiano, a tavola, di almeno 5 porzioni di frutta e di verdura: questi comportamenti salutistici, infatti, favoriscono la salute e riducono il rischio di sviluppare neoplasie, compreso il tumore al polmone.

Esiste un test di screening per il tumore al polmone?

Attualmente, non esiste un test di screening per il tumore al polmone, come invece esiste per il tumore al seno, dell’utero o del colon-retto.

Tuttavia, sono in corso vari progetti finalizzati proprio alla stesura di un test di screening efficace e sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale, che possa aiutare a individuare efficacemente la neoplasia in fase d’esordio, quando ancora le speranze di guarigione sono elevate.

I test di screening oncologico sono notoriamente rivolti a una popolazione sana, ma considerata a rischio per una determinata neoplasia, che può trarre beneficio dalla diagnosi precoce. 

L’analisi finalizzata a individuare la popolazione di rischio ha portato a concludere che gli individui adatti allo screening per il tumore al polmone sono i grandi fumatori e i grandi ex fumatori da meno di 15 anni, di entrambi i sessi, di età superiore ai 55 anni.

Dal punto di vista pratico, degli esami, il test di screening per il tumore al polmone prevede la realizzazione di un tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT, da Low-Dose Computed Tomography) dei polmoni, detta anche TC spirale, la quale permette di individuare noduli polmonari molto piccoli, con una maggiore precisione rispetto a una normale radiografia del torace e senza esporre il paziente a dosi troppo elevate di radiazioni ionizzanti (cosa che accade, invece, con le normali tomografie computerizzate).

Sono in corso altri progetti relativamente allo screening del tumore al polmone?

Attualmente, sono in corso studi atti a valutare l’efficacia di test che cercano nei fluidi biologici i microRNA (miRNA) tumorali, piccole molecole che regolano l’espressione genica e altri meccanismi vitali per le cellule dei tumori, e che sono potenziali indicatori della presenza della neoplasia nonché della sua progressione.

Qualora risultassero efficaci, questi test rappresenterebbero un strumento di diagnosi precoce molto prezioso, in quanto per nulla invasivi: basta, infatti, un semplice prelievo di sangue per constatare la presenza o meno dei microRNA. 

Conclusioni

Il tumore al polmone resta una delle sfide più complesse per la sanità pubblica, soprattutto per la sua capacità di rimanere silente fino agli stadi più avanzati. Ecco perché prevenzione e diagnosi precoce non sono solo opzioni possibili, ma priorità assolute.

Ridurre l’esposizione ai fattori di rischio, smettere di fumare, promuovere stili di vita sani e sostenere lo sviluppo di programmi di screening efficaci rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute della popolazione, in particolare quella più esposta.

In questo scenario, il Fondo FASIE – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa dei lavoratori dei settori Energia e Petrolio, Gas e Acqua, Industrie Ceramiche, Attività Minerarie, Vetro e Lampade – si impegna concretamente per costruire una cultura della prevenzione accessibile, personalizzata e utile

Nel 2025, il Fondo avvierà un programma dedicato alla salute polmonare e respiratoria, integrando informazione, educazione e strumenti pratici per aiutare gli iscritti a prendersi cura della propria salute in modo consapevole.

Un progetto etico, sostenibile e costruito su misura per chi lavora in contesti ad alto impatto, spesso più esposti a rischi ambientali e professionali. 

Perché la salute respiratoria non può più essere trascurata e la prevenzione deve diventare parte integrante della quotidianità.

Prevenire è vivere. E farlo insieme è responsabilità condivisa.