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Prevenzione vaccinale: calendario e vaccinazioni obbligatorie

da | Mar 27, 2025

La prevenzione vaccinale è la strategia di prevenzione delle malattie infettive basata sulla vaccinazione.

La prevenzione vaccinale ha un ruolo cruciale nella protezione della salute pubblica, rappresentando una tutela non solo per l’individuo ma anche per la collettività. La vaccinazione di massa, infatti, consente la cosiddetta immunità di gregge (o immunità di gruppo), ovvero quel fenomeno per cui, una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale (per una data malattia infettiva) considerato sufficiente all’interno della popolazione, permette anche alle persone non vaccinate di considerarsi al sicuro.

Vediamo insieme perché è importante vaccinarsi e qual è il calendario delle vaccinazioni obbligatorie.

Quali sono le comuni malattie per le quali esiste un vaccino e qual è la loro mortalità?

Le più comuni malattie per le quali esiste ed è raccomandata la vaccinazione sono:

  • Difterite: dovuta al batterio Corynebacterium diphtheriae, è un’infezione estremamente contagiosa che colpisce le prime vie respiratorie e che, se non trattata, può degenerare in insufficienza respiratoria, danni cardiaci e danni al sistema nervoso. Secondo quanto riportato dall’OMS, in assenza di vaccino e di un appropriato trattamento, la difterite è mortale nel 30% dei casi;
  • Tetano: è una malattia infettiva acuta dovuta a un batterio (il Clostridium tetani), che colpisce il sistema nervoso e causa tipici spasmi muscolari, dapprima, a livello del viso e, successivamente, nel resto del corpo.
    Secondo quanto riportato dal CDC europeo, ogni anno, nel mondo, il tetano è responsabile di un numero di decessi che varia da 213.000 a 293.000;
  • Poliomielite: è una malattia virale estremamente contagiosa, che aggredisce i nervi del sistema nervoso centrale e può provocare paralisi muscolare (poliomielite paralitica acuta) in grado di condurre alla morte.
    Secondo quanto afferma il CDC europeo, la poliomielite paralitica acuta (la forma più grave di poliomielite) è fatale nel 5-15% dei casi; 
  • Pertosse: si tratta di un’infezione molto contagiosa, dovuta al batterio Bordetella pertussis, che colpisce in modo aggressivo le vie respiratorie e i polmoni, e può causare severe difficoltà respiratorie (soprattutto nei più piccoli).
    Secondo quanto riportato dal National Foundation for Infectious Diseases, ogni anno, la pertosse causa la morte di oltre 160.000 bambini di età inferiore ai 5 anni;
  • Haemophilus influenzae tipo b: è un batterio che, nei più piccoli, può provocare forme pericolose di meningite, polmonite e broncopolmonite.
    Secondo il CDC, le complicanze da Haemophilus influenzae tipo b sono fatali per il 3-6% della popolazione infantile;
  • Epatite B: è un’infezione virale acuta, che colpisce il fegato e ne provoca l’infiammazione. È molto pericolosa, perché può cronicizzare, favorendo condizioni come la cirrosi epatica e il tumore del fegato.
    Secondo i dati forniti dall’OMS, nel 2022, l’epatite B e le sue conseguenze a lungo termine sono state cause di decesso per 1,1 milioni di persone in tutto il mondo;
  • malattia pneumococcica: con questa espressione si fa riferimento alle infezioni sostenute dal batterio Streptococcus pneumoniae, un patogeno che può causare sia infezioni modeste (per esempio all’orecchio medio), sia infezioni molto pericolose (malattia pneumococcica invasiva) come polmonite, meningite e batteriemia. Secondo uno studio, il tasso di mortalità per malattia pneumococcica invasiva può raggiungere il 15-20% negli adulti e il 30-40% nei soggetti anziani. Leggi il nostro articolo “Lo pneumococco: conoscerlo, prevenirlo e curarlo” per scoprire di più sul tema;
  • Rotavirus: è il virus che causa la maggior parte dei casi di gastroenterite in neonati e bambini.
    Secondo i dati OMS, nel 2013, in tutto il mondo, il rotavirus ha causato la morte di 215.000 bambini, per effetti della diarrea acquosa e della conseguente disidratazione;
  • Morbillo: è un’infezione di natura virale, rientrante nell’elenco delle malattie esantematiche, che si manifesta tipicamente con sintomi influenzali e può degenerare in serie complicanze, quali encefalite, meningite, polmonite e danni al fegato. Secondo i dati OMS, nel 2023, in tutto il mondo, il morbillo ha causato la morte di 107.500 individui, per la maggior parte non vaccinati e di età inferiore ai 5 anni;
  • Parotite: è un’infezione di natura virale che colpisce le ghiandole salivari, in particolare la parotidi. Essa è temuta perché, seppur raramente, può causare la perdita permanente dell’udito, encefalite e, in adolescenti e adulti, orchite con annesso rischio di sterilità;
  • Rosolia: si tratta di un’infezione di natura virale, che si manifesta con un caratteristico esantema (non a caso, rientra tra le malattie esantematiche) e che, negli adulti e nei soggetti immunocompromessi, può causare encefalite. La rosolia è pericolosa anche in gravidanza, in quanto può avere effetti deleteri sul feto (es: aborto spontaneo, malformazioni congenite). Secondo quanto riportato dal CDC, la sindrome da rosolia congenita, ovvero la condizione risultante dalla rosolia in gravidanza, è mortale per il 33% dei bambini entro l’anno di vita;
  • Varicella: è la malattia infettiva dovuta al virus Varicella zoster, responsabile anche del cosiddetto fuoco di Sant’Antonio (o Herpes zoster) e dell’eventuale nevralgia post-erpetica. La varicella è temuta soprattutto per le conseguenze che può avere in neonati, soggetti immunodepressi, adolescenti e adulti: in questi individui, infatti, può provocare polmonite, atassia cerebellare, encefalite, epatite, glomerulonefrite. Secondo i dati Epicentro, nel 2013, in Italia, si registravano 99 casi ogni 100.000 persone;
  • infezioni da meningococco: il meningococco è un batterio che può causare forme pericolose e potenzialmente letali di meningite. Particolarmente temuti sono il meningococco B, A, C, W135 e Y.
    Secondo quanto riportato dal CDC, anche in presenza di un trattamento antibiotico, le infezioni da meningococco hanno un tasso di mortalità del 10-15% (questa percentuale aumenta in assenza di terapie);
  • infezioni da HPV (Papilloma Virus Umano): le infezioni da papilloma virus umano rappresentano il principale fattore di rischio per il tumore al collo dell’utero (o cancro della cervice uterina) nelle donne.
    Secondo i dati OMS, nel 2022, il tumore della cervice uterina ha rappresentato, tra le donne, la quarta neoplasia più diffusa e la quarta causa di morte per cancro, con 660.000 nuovi casi e 350.000 morti in tutto il mondo.

Perché è importante vaccinarsi?

Le malattie infettive per cui esiste un vaccino possono provocare, soprattutto in soggetti giovani e in quelli con un sistema immunitario indebolito (complice per esempio l’età), complicanze gravi, talvolta mortali.

Si pensi, per esempio, al morbillo, che può causare, tra le varie complicazioni, anche polmonite, meningite o encefalite, il cui esito può essere la morte del paziente o un danno cerebrale irreparabile; ancora, si pensi alla pertosse, che, in neonati e bambini, può causare difficoltà respiratorie potenzialmente mortali, encefalopatia, polmonite batterica, grave disidratazione.

La vaccinazione contro queste e molte altre infezioni crea una protezione (detta immunizzazione) che impedisce, con un tasso elevato di successo, la malattia correlata, il tutto in modo sufficientemente sicuro. Anche i vaccini, infatti, presentano delle complicanze, ma il rischio di svilupparle è decisamente molto più basso, quasi irrisorio, rispetto a quello che si corre ammalandosi.

Come già detto, inoltre, la vaccinazione di massa contribuisce all’immunità di gregge, fenomeno che conferisce protezione anche alle persone che non possono vaccinarsi.

Cos’è un vaccino e come funziona?

I vaccini sono preparazioni farmacologiche, somministrabili per via parenterale o per via orale, che evocano una risposta anticorpale e permettono l’immunizzazione contro specifici agenti patogeni.

Di solito, contengono una forma attenuata del patogeno contro cui si vuole ottenere l’immunizzazione oppure una proteina o una tossina derivante da tale patogeno.

Alcuni vaccini producono un’immunizzazione altamente efficace e duratura nel tempo; è il caso, per esempio, del vaccino anti-tetano, che va rinnovato dopo 10 anni. Altri vaccini, invece, inducono una protezione meno efficace (ma comunque riduce il rischio di complicanze) e temporanea. È il caso, per esempio, del vaccino anti-influenzale, che protegge dalle forme gravi della malattia, ma non sempre impedisce l’infezione, e che dopo un anno è da rinnovare. 

Qual è il calendario vaccinale?

Di seguito, è riportato il calendario vaccinale il cui scopo è quello di garantire la migliore protezione alle categorie più a rischio.

Si ricorda che le vaccinazioni di seguito riportate sono offerte gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, a patto che il ricevente il servizio rientri nella fascia di età e nella categoria di rischio previste dal calendario vaccinale. 

  • Nei bambini entro il primo e il secondo anno di vita, le vaccinazioni da calendario sono:
    • Esavalente, per proteggere da difterite, poliomielite, tetano, epatite B, pertosse e Haemophilus influenzae tipo b. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino esavalente prevede tre dosi, da realizzare entro l’anno di vita;
    • Anti-rotavirus, per proteggere contro il rotavirus. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino anti-rotavirus prevede dalle due alle tre dosi, a seconda del tipo di vaccino, da realizzare tra le 24 e le 32 settimane di vita;
    • Anti-pneumococcica, per proteggere dal batterio Streptococcus pneumoniae, anche noto come pneumococco. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino anti-pneumococcico prevede tre dosi, da realizzare entro l’anno di vita;
    • Anti-meningococcica B, per proteggere dal meningococco B, batterio che causa una forma pericolosa di meningite. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino anti-meningococco B prevede due dosi nel corso del primo anno di vita e un richiamo nel corso del secondo anno di vita;
    • Anti-meningococcica ACWY, per proteggere da quattro ceppi differenti di meningococco (A, C, W135 e Y), tutti responsabili di forme pericolose di meningite. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino antimeningococco ACWY prevede una dose nel corso del secondo anno di vita;
    • MPRV, per proteggere da morbillo, parotite (orecchioni), rosolia e varicella. Nella fascia di età considerata, la somministrazione del vaccino MPRV prevede una dose nel corso del secondo anno di vita;
    • Anti-influenzale, per proteggere dal virus dell’influenza. Il vaccino anti-influenzale andrebbe eseguito una volta all’anno, tra ottobre e novembre, al fine di rinnovare la copertura anticorpale in vista della stagione influenzale.
  • Nei bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni, le vaccinazioni da calendario sono:
    • Tetravalente, per richiamo contro difterite, poliomielite, tetano e pertosse;
    • Anti-influenzale. All’età di 6 anni termina l’offerta gratuita per il vaccino anti-influenzale. Si ricorda l’importanza di rinnovare la copertura vaccinale ogni anno, per rispondere al meglio in caso di esposizione al virus;
    • Richiamo MPRV, contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.
  • Negli adolescenti fino ai 18 anni, le vaccinazioni da calendario sono:
    • Tetravalente, per richiamo contro difterite, poliomielite, tetano e pertosse. La somministrazione del richiamo è prevista al compimento dei 12 anni;
    • Richiamo anti meningococcica ACWY. La somministrazione del richiamo è prevista al compimento dei 12 anni;
    • Anti-HPV, per proteggere contro i ceppi più pericolosi del papilloma virus umano. In tutti gli adolescenti, la somministrazione del vaccino anti-papilloma virus umano prevede due o tre dosi, a seconda che la vaccinazione abbia luogo, rispettivamente, a entro i 15 anni o dopo i 15 anni;
  • Negli adulti, le vaccinazioni da calendario sono:
    • Trivalente, per richiamo contro difterite, tetano e pertosse. Dai 18 anni, il richiamo per queste infezioni andrebbe ripetuto ogni 10 anni.
    • Anti-pneumococcica, a partire dai 65 anni di età;
    • Anti-Herpes zoster, a partire dai 65 anni di età, per proteggere dall’Herpes zoster, la malattia provocata dalla riattivazione del virus varicella-zoster e potenzialmente in grado di causare la nevralgia post-erpetica (o nevralgia post-erpetica)
    • Anti-influenzale, a partire dai 60 anni di età.

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie in Italia?

Dal 2017, in Italia, per i soggetti di età compresa tra 0 e 16 anni, sono previste 10 vaccinazioni obbligatorie:

  • contro la Difterite;
  • contro il Tetano;
  • contro la Pertosse;
  • contro la Poliomielite;
  • contro l’Epatite B;
  • contro Haemophilus influenzae tipo B;
  • contro il Morbillo;
  • contro la Rosolia;
  • contro la Parotite;
  • contro la Varicella.

Prima del 2017, l’obbligo vaccinale vigeva soltanto per quattro malattie infettive. Il passaggio a 10 vaccinazioni obbligatorie è avvenuto dopo che da un’analisi iniziata nel 2013 relativa alla copertura vaccinale è emerso un calo progressivo del ricorso a tutti i vaccini, con ovvie ripercussioni sulle coperture, scese al di sotto del 95%, ovvero la soglia minima raccomandata dall’OMS.

Si ricorda che nei bambini più piccoli la mancata somministrazione dei vaccini obbligatori preclude l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne, mentre in quelli più grandi e negli adolescenti comporta una multa che può andare da 100 a 500 euro.

Sono esenti dalle vaccinazioni obbligatorie bambini e bambine che hanno sviluppato l’immunizzazione a seguito della malattia naturale o che presentano una condizione clinica per cui è controindicata la vaccinazione.

Cosa si intende per vaccini stagionali e quali sono?

I vaccini stagionali sono le vaccinazioni che si eseguono in specifici periodi dell’anno, in cui c’è una maggiore circolazione di un dato agente infettivo. 

Le campagne di vaccinazione stagionale permettono di contenere il numero dei contagi e ridurre il rischio di complicanze. 

Attualmente, sono tre le vaccinazioni stagionali da eseguire durante la stagione autunnale

  1. Il vaccino anti-influenzale;
  2. Il vaccino anti-COVID19 e richiami aggiornati;
  3. Il vaccino anti-VRS (Virus Respiratorio Sinciziale).

Vaccino anti-influenzale

Soprattutto in soggetti fragili dal punto di vista immunitario come gli anziani, l’influenza può essere motivo di gravi complicanze respiratorie, quali polmoniti, e di decesso

In un simile contesto, la vaccinazione anti-influenzale rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il rischio di complicanze correlato all’influenza e il numero di ospedalizzazione per la malattia.

Da eseguito tra ottobre e novembre, il vaccino anti-influenzale va rinnovato ogni anno, in quanto, da un lato, il virus dell’influenza è estremamente mutevole e, dall’altro, in poco meno di un anno, gli anticorpi prodotti dal vaccino scompaiono dall’organismo, lasciando quest’ultimo scoperto dell’immunizzazione contro il virus.

Attualmente, le categorie di persone a cui il vaccino contro l’influenza è altamente raccomandata e offerto gratuitamente (proprio per favorire l’adesione alla vaccinazione) sono:

  • individui over-65;
  • soggetti di età compresa tra 6 mesi e 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (es: BPCO, cardiopatie, fibrosi cistica, tumori, diabete mellito, insufficienza renale ecc.);
  • familiari e persone aventi contatti stretti con persone ad alto rischio di complicanze;
  • individui di ogni età ricoverati in strutture per lungodegenti;
  • bambini e adolescenti in trattamento con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in caso di sindrome influenzale;
  • donne che si trovano in stato di gravidanza o in fase post-partum nel periodo autunnale;
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (es: insegnanti, Vigili del Fuoco, forze di Polizia, ecc.);
  • medici e personale sanitario;
  • personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (es: allevatori, veterinari, macellatori, addetti al trasporto di animali vivi, ecc.).

Vaccino anti-COVID-19 e richiami

La COVID-19 è ancora presente e continua a essere una seria minaccia per le persone con un sistema immunitario indebolito come gli anziani e coloro che presentano patologie croniche.

Proprio per tali ragioni, il vaccino è offerto gratuitamente a tutta la popolazione, con particolare raccomandazione per i seguenti gruppi di persone:

  • persone di età pari o superiore ai 60 anni;
  • ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • donne in gravidanza o nel periodo post partum, comprese le donne in allattamento;
  • operatori sanitari e socio-sanitari;
  • studenti di medicina e professioni sanitarie in tirocinio presso strutture assistenziali;
  • persone con elevata fragilità, di età compresa tra i 12 e i 59 anni, affette da patologie che aumentano il rischio di sviluppare forme gravi della Covid-19.

Alla luce del fatto che il virus SARS-CoV-2 continua a mutare (e compaiono sempre nuove varianti) e che l’immunizzazione si affievolisce nel tempo, anche la vaccinazione anti-COVID andrebbe rinnovata annualmente.

Il periodo ideale per vaccinarsi rimane l’autunno; la vaccinazione anti-COVID è conseguibile anche in occasione di quella anti-influenzale.

Vaccino anti-virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è un agente patogeno responsabile di infezioni a carico delle vie respiratorie inferiori quali bronchiolite e polmonite

I soggetti più colpiti e a rischio di gravi complicanze respiratorie sono i bambini di 0-5 anni, gli anziani e le persone con patologie preesistenti.

Sebbene non ancora incluso nel calendario vaccinale nazionale, il vaccino anti-VRS è fortemente raccomandato. I preparati vaccinali disponibili attualmente sono rivolti a:

  • adulti di età superiore a 60 anni;
  • adulti di età compresa tra 50 e 59 anni ad alto rischio di malattia da VRS;
  • donne in gravidanza che vogliono proteggere il nascituro dall’infezione nel corso dei primi mesi di vita, sfruttando il passaggio di anticorpi sia per via transplacentare, sia tramite il latte materno. 

Il virus respiratorio sinciziale circola generalmente nel periodo che va da ottobre a marzo/aprile, raggiungendo il suo massimo picco in inverno. La vaccinazione, pertanto, andrebbe effettuata in autunno, con il giusto anticipo rispetto all’inizio della prima circolazione del virus.

Conclusioni

La vaccinazione rappresenta una strategia di prevenzione fondamentale, che tutela la salute personale e pubblica, migliora la qualità di vita delle persone e riduce le spese del sistema sanitario nazionale.

Alcuni vaccini, come per esempio quello anti-tetano e quello anti-difterite, hanno un altissimo tasso di efficacia, il che è sicuramente un aspetto molto apprezzabile e che conferisce ancora più valore alla pratica vaccinale.